C’era un tempo, molto lontano, in cui uomini e donne avevano un approccio olistico alla vita, soprattutto in oriente. A quel tempo gli esseri umani non vivevano in modo frammentario, separando gli aspetti fisici, psicologici, sociali, economici, sessuali e spirituali delle loro vite. Gli antichi indiani consideravano l’universo come un intero perfettamente organizzato, dinamico e in costante mutamento, dove nulla accadeva in modo fortuito e tutte le cose erano interconnesse, correlate e interdipendenti. Uomini e donne erano in perenne ascolto, pronti a cogliere gli stimoli che arrivavano dall’esterno, vivevano a ritmo della natura, si sentivano parte della natura.

Oggi siamo tutti un po’ addormentati, assuefatti ai ritmi di vita frenetici, la vita è divisa in tanti comparti e dell’approccio olistico abbiamo perso le tracce.

Ci siamo dimenticati dei nostri sensi, di quanto siano potenti, della loro capacità di accogliere il piacere nelle nostre vite. Siamo diventati diffidenti al tatto, uno dei sensi fondamentali per la vita umana, pochi abbracci, poche carezze, se per sbaglio sfioriamo una persona che non conosciamo ci ritraiamo quasi spaventati chiedendo scusa.

Ma cosa vuol dire vivere una vita sensuale? Per me significa aumentare le capacità sensuali significa risvegliare capacità latenti, raffinare la nostra ricettività in modo da arricchire ogni aspetto della nostra vita, anche quello sessuale.

Anche nel kamasutra, testo che purtroppo ricordiamo solo per la sezione dedicata alla “improponibili” posizioni sessuali, si sottolinea quanto sia fondamentale allenare il piacere, elencando 64 arti necessarie a uomini e donne dediti al piacere. Tra queste: suonare strumenti; dipingere; miscelare profumi; recitare parole difficili; completare versi; scolpire; conoscere l’arte della strategia. Una lezione smarrita del Kamasutra è che il piacere va allenato a tutto tondo, sotto il controllo cosciente di mente e cuore», e che ingaggia udito, tatto, sguardo, palato e olfatto insieme.

Possiamo sforzarci di migliorare il nostro olfatto esercitandoci a riconoscere i vari odori che ci circondano, annusando un fiore, una spezia, un olio essenziale, un piatto prelibato. Possiamo affinare la nostra capacità uditiva, siamo talmente bombardati di suoni che a volta non riusciamo a percepire suoni piacevoli come il canto degli uccelli o il soffiare del vento tra le foglie.  Attraverso la vista possiamo e dobbiamo fermarci a osservare l’universo intorno a noi con le sue infinite forme e colori. Che dire puoi del gusto, con la bocca, sua sede elettiva, che è porta di ogni emozione a tavola, usiamola per gustare ciò che mangiamo, assaporiamo con attenzione, soffermiamoci sui sapori del cibo.

Tu che rapporto hai con i tuoi sensi? Come li utilizzi? Qual è il tuo senso preferito? E quello meno sviluppato o su quale poni meno attenzione?

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